"Diventare padre: che cosa succede? Che cosa cambia?"
Nel
2010 spinta dalla curiosità di conoscere i vissuti emotivi del padre
durante la transizione alla paternità, ho intervistato 10 papà italiani prima e
dopo il parto alla prima esperienza di paternità, per la mia tesi sperimentale:
“Diventare padre: che cosa succede? Che cosa cambia?”
In questi anni sono aumentati gli studi su questo
aspetto, e anche il padre, insieme alla figura materna, sta assumendo un rilievo importante.
Dalle mie interviste è emerso che i neopapà provano
emozioni forti
pensando al figlio che deve nascere o appena nato e i vissuti che
emergono sono eterogenei e ognuno degno di attenzione e di ascolto.
Alcuni sono felicissimi, vedono l'esperienza come motivo di crescita personale e di coppia, altri provano delle vere e proprie paure rispetto a:
-
Salute del figlio e/o della compagna
-
Cambiamenti nel rapporto di coppia
-
non essere all’altezza
-
non essere capaci
Tutti comunque
descrivono di provare un forte coinvolgimento emotivo al momento della
nascita.
Un aspetto che sembra incidere molto su i padri
intervistati è il fatto di doversi alternare tra famiglia e lavoro, che non sempre è vissuto in maniera costruttiva e positiva da
parte dei neo papà italiani che desidererebbero passare più tempo con i
propri figli e percepiscono la madre come la figura genitoriale più
importante rispetto a loro, perché passa più tempo col figlio.
I papà intervistati riferiscono importanti cambiamenti
nel modo di vivere la coppia, soprattutto rispetto a:
- i ritmi
- il focus dell’attenzione rivolto maggiormente al bambino rispetto al partner
- il restringersi dei rapporti sociali
- Maggiori litigi in conseguenza alle poche ore di sonno
- l'intimità
Questo
ultimo aspetto
i neo papà italiani se lo rappresentavano già durante le interviste pre parto.
I padri si sentono meno coinvolti nel ruolo genitoriale rispetto alla madre soprattutto nel periodo pre parto.
Infatti a
livello immaginario, nel pre parto, i papà intervistati, tendono a vedersi nei momenti in cui il
figlio sarà capace di instaurare una relazione con loro, quindi quando
-
parlerà
-
giocheranno insieme
e anche nel post partum riferiscono di non
stare facendo niente di particolarmente interessante al momento, in quanto
devono solo dedicarsi ad aspetti di cura, quindi non connessi alla funzione
paterna.
Da
questo si capisce quanto ancora siano presenti gli stereotipi di genere e
quanto sia difficile abbatterli.
I
padri possono sì svolgere alcuni compiti tipicamente femminili, es. il cambio del pannolino, ma nel farlo non
si sentono nel loro ruolo paterno.
Questo
è un aspetto su cui sarebbe molto importante lavorare.
In conclusione attività come:
- sostegno psicologico
- Attività di gruppo in cui possano confrontarsi, condividendo ansie, timori, aspettative, e i cambiamenti che stannovivendo
- Psicoeducazione sulla transizione alla genitorialità (su temi relativi ai compiti di sviluppo caratteristici di questa fase evolutiva) e sugli stereotipi di genere
potrebbero
essere importanti per i futuri/neo papà affinché possano essere
supportati in questo periodo delicato del loro ciclo di vita.
Un caro saluto a tutti voi,
Dr.ssa Veronica Celli.

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